La cura dei denti: buone pratiche e false credenze

La cura dei denti: buone pratiche e false credenze

Prendersi cura dei propri denti è un’abitudine che si impara da piccoli e che richiede particolare attenzione durante l’età evolutiva, quando la tendenza a trascurare l’igiene dentale è più forte. Vediamo adesso quali sono le buone pratiche da seguire e da quali false credenze prendere le distanze.

Prima di tutto, osserviamo cosa mettiamo nel nostro piatto e in quello dei nostri figli. Quanta frutta e verdure (anche crude) mangiamo a pranzo e cena? Quanti e quali spuntini costellano la giornata? E quali bevande fanno parte della dieta quotidiana? Una convinzione molto diffusa è che i succhi di frutta siano meno dannosi delle bibite gassate, però è falso. In realtà queste bevande contengono elevate quantità di zuccheri e sarebbe meglio limitarne il consumo al minimo.

D’altro canto è vero che esistono bevande gassate senza zucchero, ma contengono acido fosforico e altre sostanze acide che danneggiano lo smalto.

Una rapida verifica nella dispensa renderà evidenti alcuni aspetti della nostra alimentazione che forse fino ad oggi avevamo ignorato, tra questi, un probabile eccesso di zuccheri, nemico numero uno dei denti.

Una dieta appropriata dà un importante contributo alla prevenzione delle malattie dentali, soprattutto aiuta a ridurre la formazione della placca batterica e della carie che ne può conseguire. È dunque importante pensare ai nostri denti non solo dopo i pasti, ma soprattutto durante, seguendo una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura, e quindi di vitamine, calcio, fosforo, potassio, sodio, ferro e magnesio.

Un errore molto comune è andare dal dentista solo quando si avverte dolore. Una scelta poco prudente in quanto non tutte le carie sono dolorose e le malattie delle gengive possono essere asintomatiche. Molti credono che sia normale che le gengive sanguinino, ma anche questo è un mito da sfatare, soprattutto se siamo di fronte a episodi frequenti. In questo caso, è probabile che si tratti di un’infiammazione dovuta alla placca che si deposita sul bordo gengivale trasformandosi in tartaro, aumentando il rischio di parodontite e di retrazione delle gengive.

Credete che la placca danneggi solo i denti? Sbagliato! Lo dimostra uno studio apparso sul British Medical Journal. Un team di ricercatori svedesi ha monitorato per ventiquattro anni la salute di millequattrocento adulti selezionati a caso. Dal 1985 al 2009, cinquantotto partecipanti sono deceduti per cancro. La misurazione della placca dentale presente nella bocca dei partecipanti ha rilevato valori significativamente più alti in coloro che erano morti durante il periodo di osservazione rispetto a coloro che erano sopravvissuti. In pratica, una significativa presenza di placca dentale aumentava del 79% il rischio di morte precoce dovuta a cancro. Questa la conclusione dei ricercatori: “La nostra ipotesi di studio è stata confermata dalla constatazione che una scarsa igiene della bocca, che si riflette nella quantità di placca dentale presente, è stata associata ad aumento della mortalità per cancro. Sono necessari ulteriori studi per determinare se non vi è alcun elemento causale nell’associazione osservata”.
Quindi, in attesa di nuovi studi, la parola d’ordine resta “prevenzione”.

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È ormai risaputo, i denti vanno accuratamente spazzolati dopo ogni pasto. In realtà dietro questa affermazione si nasconde un equivoco: lavarsi i denti subito dopo aver mangiato è sbagliato, occorre infatti attendere almeno mezz’ora, specialmente dopo aver bevuto bibite gassate o aver masticato cibi acidi o potenzialmente erosivi. Uno studio dell’Università di Göttingen ha infatti dimostrato che spazzolare i denti prima che sia trascorso un certo tempo può intaccare in profondità lo smalto andando a corrodere la dentina sottostante, questo perché con lo spazzolino spingiamo l’acido più in profondità. Niente paura, in questo caso la buona pratica da tenere a mente è: lavarsi i denti trascorsa almeno mezz’ora dal pasto.

Il dentifricio aiuta a detergere, ma ciò che conta veramente è il movimento meccanico delle setole sui denti. Pertanto, occorre eseguirlo correttamente. Prima di tutto scegliete uno spazzolino con setole di durezza media e testina piccola e imparate a spazzolare entrambe le arcate con movimento rotatorio dal “rosa al bianco” per almeno quattro minuti. A lavaggio ultimato, un’altra pratica scorretta è quella di sciacquare il dentifricio con l’acqua. Bisognerebbe infatti usarne piccole quantità, preferendo prodotti che contengono fluoro, e sputare l’eccesso per assicurarsi la massima esposizione a questa sostanza. Il fluoro è un valido aiuto nella prevenzione della carieperché protegge lo smalto dall’azione demineralizzante degli acidi della placca batterica.

Infine, gli adulti dovrebbero utilizzare quotidianamente il filo interdentale, insostituibile per eliminare la placca batterica dalle zone che non possono essere raggiunte dallo spazzolino (l’uso del filo è sconsigliato in età evolutiva).

Smettere di fumare e limitare il consumo di alcol sono scelte di vita che influiscono positivamente sulla salute dei denti, e non solo.

Se seguite scrupolosamente le indicazioni del dentista, una visita di controllo all’anno sarà sufficiente per tenere sotto controllo la situazione. Ma se l’igiene orale non è mai diventata una vera abitudine, se non usate con costanza il filo interdentale e consumate zuccheri in eccesso, dovrete tutelare la vostra salute dentale con visite odontoiatriche più frequenti, almeno semestrali.